In questo articolo parleremo del consenso informato, dei diritti del malato ad essere informato e della normativa di riferimento.
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Il consenso informato è la manifestazione di volontà del paziente con la quale aderisce al trattamento proposto dal medico. E’ un diritto fondamentale del malato quello di essere informato su ogni aspetto del trattamento medico prima di accettarlo o rifiutarlo.
E’ un elemento chiave nel rapporto medico-paziente, volto a tutelare l’autonomia e la dignità del paziente.
Il consenso non si limita a una semplice firma su un modulo: è un processo che prevede un dialogo tra medico e paziente nel quale il medico fornisce informazioni chiare e comprensibili per il paziente sul tipo di trattamento proposto. Il medico dovrà accertare che le informazioni fornite siano state ben comprese dal paziente che in questo modo potrà acconsentire consapevolmente al trattamento, sottoscrivendo, appunto, il consenso informato.
Attraverso il consenso, il paziente acquisisce la possibilità di partecipare attivamente alle decisioni sulla propria salute.
Nonostante questi presupposti siano orami chiari e definiti, l’acquisizione del consenso informato del paziente rappresenta ancora oggi, troppo spesso, un mero formalismo burocratico e non, come dovrebbe, il fondamento dell’atto medico.
Prima del 2017, non esisteva una specifica normativa sul consenso informato.
Riferimenti al principio del consenso erano comunque contenuti nella Costituzione che, agli articoli 13 e 32, rispettivamente sancisce che “la libertà personale è inviolabile” e che “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”.
Il quadro normativo italiano sul consenso informato è delineato dalla legge 219 del 2017, che sancisce il diritto del paziente di ricevere informazioni complete e comprensibili.
Secondo la legge, entrata in vigore il 31 gennaio 2018, il medico è obbligato a fornire dettagli su:
La legge stabilisce che “nessun trattamento sanitario puo’ essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata, tranne che nei casi espressamente previsti dalla legge”.
Il paziente ha quindi il diritto di esprimere un consenso libero e consapevole, oppure di rifiutare le cure proposte. La normativa riconosce anche il diritto di revocare il consenso in qualsiasi momento.
Per essere considerato valido, il consenso deve rispondere a requisiti specifici:
La legge stabilisce che il consenso deve essere acquisito “nei modi e con gli strumenti più consoni alle condizioni del paziente“.
Ci dice anche che deve essere documentato “in forma scritta o attraverso videoregistrazioni” e che deve essere inserito nella cartella clinica. La volontà del paziente, pertanto, deve essere chiaramente ed inequivocabilmente documentata.
Esistono alcune eccezioni previste dalla legge in cui il consenso informato non è richiesto. Questi casi includono:
Particolare attenzione è riservata ai pazienti incapaci, come i minorenni o le persone sotto tutela legale. In tali circostanze, il consenso deve essere fornito da un rappresentante legale. Tuttavia, è importante che il paziente, se in grado di comprendere, sia informato e coinvolto nella decisione, rispettando il principio di autodeterminazione.
Il medico non deve limitarsi a fornire informazioni, ma deve instaurare un dialogo con il paziente. Questo include:
Il medico è responsabile non solo della qualità delle informazioni fornite, ma anche del modo in cui queste vengono comunicate.
La legge stabilisce e chiarisce che il tempo della comunicazione tra medico e paziente costituisce tempo di cura ossia fa parte integrante dell’atto medico.
Il consenso informato rappresenta un punto equilibrio tra l’autonomia del paziente e la responsabilità del medico. Assicura che il paziente abbia un ruolo attivo nelle decisioni riguardanti la propria salute, evitando interventi non desiderati o non compresi. Inoltre, consente al medico di operare in un quadro di trasparenza e responsabilità, riducendo il rischio di controversie legali.
Il consenso informato è un diritto fondamentale del malato. Garantisce che le cure siano fornite nel rispetto della dignità e dei diritti del paziente. La sua corretta applicazione migliora il rapporto di fiducia tra medico e paziente, contribuendo a un’assistenza sanitaria di qualità superiore.
Una maggiore attenzione da parte del medico alla qualità del rapporto con il paziente ed alla modalità di acquisizione del consenso informato, oltre a garantire una partecipazione consapevole del paziente alle decisioni cliniche che lo riguardano, rappresenta inoltre il punto di partenza per la prevenzione del contenzioso giudiziario per responsabilità professionale medica.
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